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Usare il metronomo in fase di studio, si o no?

12 Giugno 2020

Salve a tutti e benvenuti al decimo video di pillole didattiche in cui voglio affrontare un tema a volte un po’ discusso e controverso: come usare il metronomo in fase di studio dei brani?

 

Non vi dirò se è giusto o sbagliato usare il metronomo, piuttosto voglio spiegarvi come noi acquisiamo nuove sequenze di movimenti e come strutturiamo gli schemi motori necessari a realizzarli perché, se capite come funzioniamo, sarà più facile per voi decidere autonomamente quali strumenti utilizzare in generale nello studio.

 

Premessa: prima del diploma in Conservatorio mi sono laureato come Terapista della Neuro Riabilitazione Motoria lavorando diversi anni nell’età evolutiva e questo percorso, ovviamente, mi ha insegnato molto e ne ho fatto tesoro per accrescere le mie competenze come insegnante.

 

Veniamo al punto: quando dobbiamo imparare movimenti nuovi e complessi andiamo a costruire tanti piccoli i tasselli relativi alle singole sequenze di movimento come in un puzzle e poi, piano piano, li riuniamo in blocchi più grandi, arrivando alla fine ad averne uno unico.
Attenzione: se il movimento da imparare è anche solo leggermente diverso, dovremmo strutturare nuove sequenze dedicate.

Quando studiamo un brano (o parte di brano) ovviamente dobbiamo considerare il fraseggio, le dinamiche, i rallentati, gli accelerando, i respiri ecc e per poter realizzare tutto questo dobbiamo costruire e organizzare una serie di schemi motori che siano assolutamente legati a tutte queste necessità.

 

Ora parliamo del metronomo: il suo utilizzo è indubbio che sia molto utile per andare perfettamente “a tempo” ma ci insegnerà a suonare solo in questo modo e non avremo poi la capacità di modificare in tempo reale quello che abbiamo imparato, a patto di smontare tutto o in parte il lavoro fatto e ricostruirlo nuovamente.
Se abbiamo imparato ad eseguire perfettamente a tempo un passaggio e dopo vogliamo inserire un rallentato, un respiro o un vibrato ecc, sarà molto difficile farlo perché non abbiamo strutturato le relative sequenze motorie.

 

Quindi come e quando va usato il metronomo?
Sicuramente è utile dopo aver elaborato è strutturato l’interpretazione e aver studiato per realizzarla, perché può succedere che alcuni passaggi ci rimangano comunque ostici e sia utile lavorarli in una progressione temporale che ci aiuta a concentrarci e a fissare meglio i movimenti, come una sorta di “palestra” per le dita.

Come per tutte le cose, anche il metronomo bisogna utilizzarlo in maniera intelligente e funzionale, perciò sconsiglio di utilizzarlo nello studio di un intero brano perché l’unico risultato che potremmo ottenere sarà poi quello di suonarlo esclusivamente e perfettamente “a metronomo”.

Nel video troverete un esempio tratto dal “presto” della partita BWV 1000 di Bach che eseguirò prima in maniera “musicale” e poi in quella “metronomica”.

Spero questo video vi possa essere utile e sarà un piacere confrontarmi con chiunque di voi vorrà commentare a riguardo.

Grazie per l’attenzione, un caro saluto a tutti e al prossimo video di Pillole Didattiche!

PS: In questo video utilizzo una chitarra classica Salvador Cortez CS-65.

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